Quando la selezione richiede qualcosa in più: la sfida del settore sanitario

Quando la selezione richiede qualcosa in più: la sfida del settore sanitario

Negli ultimi anni il mondo della ricerca e selezione del personale è cambiato profondamente: la digitalizzazione dei processi, l’utilizzo di piattaforme sempre più evolute e l’introduzione dell’intelligenza artificiale hanno modificato il modo in cui le organizzazioni individuano nuovi candidati, rendendo più semplice raggiungere un numero elevato di professionisti e riducendo sensibilmente i tempi delle prime fasi del recruiting.

È un’evoluzione che ha portato indubbi vantaggi e che, in molti contesti, rappresenta una risposta efficace per le esigenze del mercato, soprattutto quando le posizioni da coprire sono numerose o i requisiti richiesti risultano facilmente identificabili.

La prospettiva cambia, però, quando la ricerca riguarda figure altamente specializzate, come accade nel settore sanitario.
Parlare genericamente di personale sanitario significa infatti ricondurre a un’unica definizione un insieme di professionalità che, nella realtà, è estremamente articolato: specializzazioni differenti corrispondono a competenze, percorsi formativi e ambiti di attività altrettanto specifici, tanto che il possesso di un determinato titolo rappresenta spesso soltanto il primo elemento da considerare per comprendere se un professionista sia realmente adatto alla posizione ricercata.

Individuare un medico, un dirigente sanitario o un professionista destinato a ricoprire un ruolo strategico all’interno di un’organizzazione non significa quindi semplicemente verificare la corrispondenza tra un curriculum e una job description.

Occorre comprendere quale esperienza abbia maturato concretamente, in quali contesti abbia lavorato e quale contributo possa offrire a quella specifica realtà, valutando al tempo stesso se il suo approccio professionale e le sue caratteristiche personali siano compatibili con l’organizzazione nella quale sarà chiamato a inserirsi.

La specializzazione cambia il modo di selezionare

Anche il mercato nel quale queste professionalità si muovono è profondamente cambiato. Secondo i dati più recenti del Ministero della Salute sul personale del Servizio sanitario nazionale, l’età media dei medici è passata dai 51,4 anni del 2019 ai 49,3 del 2024, un’evoluzione che segnala un ricambio generazionale ormai in corso e che contribuisce a modificare non soltanto la composizione della forza lavoro, ma anche il rapporto dei professionisti con le opportunità di carriera.

Un cambiamento che riguarda anche il modo in cui le nuove generazioni valutano il proprio percorso professionale. Le analisi più recenti dell’OCSE evidenziano infatti una crescente attenzione verso elementi che vanno oltre il ruolo e la specializzazione, come la sostenibilità del percorso lavorativo, l’equilibrio tra vita privata e professionale e le opportunità offerte dai diversi contesti di esercizio. Anche per questo una ricerca non può essere pensata soltanto a partire dalle necessità dell’organizzazione, ma deve considerare ciò che rende quella posizione effettivamente coerente e attrattiva per il professionista al quale si rivolge.

La selezione nel settore sanitario difficilmente può quindi essere affrontata attraverso processi standardizzati.
Se in passato percorsi professionali meno frammentati potevano rendere più immediata la corrispondenza tra una formazione e diverse opportunità lavorative, oggi la crescente articolazione delle competenze e delle aspettative rende necessario definire con maggiore precisione il profilo realmente ricercato.

Ogni ricerca nasce da esigenze differenti, che dipendono dall’organizzazione, dalla fase di sviluppo che sta vivendo, dagli obiettivi che intende raggiungere e persino dagli equilibri del team nel quale il nuovo professionista dovrà inserirsi. Ridurre tutto questo a una ricerca per parole chiave o a un semplice confronto tra requisiti rischia di restituire una fotografia inevitabilmente parziale.

Chi lavora quotidianamente nella selezione di personale sanitario sa infatti che il valore di un candidato non si esaurisce nell’elenco delle esperienze maturate. Le competenze tecnico-professionali rappresentano una condizione imprescindibile, ma acquistano pieno significato soltanto quando vengono lette insieme al percorso che il professionista desidera costruire e alle caratteristiche personali che ne orientano il modo di lavorare. La capacità di prendere decisioni in situazioni complesse, di collaborare con équipe multidisciplinari, di gestire responsabilità crescenti o di adattarsi a modelli organizzativi differenti sono aspetti che emergono soltanto attraverso un percorso di valutazione più approfondito, capace di leggere il profilo del professionista nella sua interezza.

Il profilo giusto per il giusto contesto

Da questa compatibilità dipende la qualità dell’inserimento. Valutare un professionista significa quindi considerare il suo profilo all’interno della realtà che lo accoglierà, perché ogni organizzazione possiede una propria identità, una cultura professionale, modalità operative consolidate e obiettivi che ne orientano le scelte. Una selezione realmente efficace nasce dall’incontro tra queste due dimensioni: da una parte il percorso, le competenze, le caratteristiche e le aspettative della persona; dall’altra le esigenze, spesso molto specifiche, dell’organizzazione che ha avviato la ricerca.

Quanto più il profilo è specialistico, tanto più diventa necessario tenere insieme dimensioni che difficilmente possono essere valutate separatamente. La competenza tecnica deve essere letta alla luce dell’esperienza maturata e del ruolo da ricoprire, mentre gli aspetti attitudinali e relazionali acquistano significato rispetto all’organizzazione, al team e alle responsabilità che caratterizzeranno l’attività quotidiana. Allo stesso tempo, conoscere le motivazioni e le aspettative professionali del candidato permette di comprendere se l’inserimento possa essere sostenibile nel tempo e non soltanto corretto sulla carta.

Tecnologia e competenza al servizio della selezione

In questa prospettiva, la consulenza HR assume un significato diverso rispetto a un semplice processo di recruiting: non si tratta soltanto di individuare professionisti qualificati, ma di costruire un percorso di selezione modellato sulle reali necessità del cliente.

Ogni progetto richiede un’analisi preliminare, un confronto costante con l’organizzazione e una valutazione che sappia tenere conto, in maniera integrata, di competenze tecniche, caratteristiche attitudinali e obiettivi strategici della posizione da ricoprire.

In un processo così articolato, anche gli strumenti più innovativi possono offrire un contributo importante. Le piattaforme digitali e l’intelligenza artificiale permettono di ampliare il bacino dei professionisti raggiungibili, velocizzare alcune fasi della ricerca e rendere più efficiente l’individuazione preliminare dei profili potenzialmente coerenti con la posizione. Il valore della selezione continua a risiedere nella capacità di interpretare le informazioni raccolte, leggere il contesto e trasformare dati e candidature in una scelta consapevole.

In fondo, è proprio questa la differenza tra una ricerca orientata ai numeri e una selezione costruita su misura: nel primo caso l’obiettivo è individuare candidati compatibili con una posizione, nel secondo creare le condizioni perché professionista e organizzazione possano riconoscersi reciprocamente come la scelta migliore.
È un approccio che richiede tempo, esperienza, competenze multidisciplinari e una profonda conoscenza del settore sanitario, ma che permette di ridurre il rischio di inserimenti poco efficaci e di costruire collaborazioni solide, capaci di generare valore nel lungo periodo.

MediCare: competenze diverse, un unico approccio alla selezione

Da questa visione nasce MediCare, progetto specializzato nella ricerca e selezione di figure professionali per il settore sanitario. Dal 2020 ha accompagnato numerose realtà della sanità privata italiana nell’individuazione dei professionisti più adatti alle proprie esigenze, sviluppando percorsi di selezione costruiti sulle caratteristiche di ogni organizzazione e sulla ricerca del miglior matching possibile tra ruolo e candidato.

La forza di questo progetto sta proprio nell’unire le competenze di SCR, che da anni opera nella consulenza e nella selezione del personale attraverso un approccio fondato sulla valutazione delle competenze e degli aspetti attitudinali, a quelle di Doctors Work, realtà composta da professionisti del settore medico che mette a disposizione una piattaforma dedicata alla pubblicazione di opportunità professionali in ambito sanitario, favorendo l’incontro tra strutture e professionisti sulla base delle competenze, del percorso professionale e delle caratteristiche distintive di ciascun candidato.

È proprio questa combinazione a rendere possibile una lettura più completa della ricerca: non soltanto individuare chi possieda i requisiti richiesti, ma comprendere quale professionista possa inserirsi realmente in quello specifico contesto e trovare, a sua volta, nella posizione proposta un’opportunità coerente con il proprio percorso e le proprie aspettative.

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