Ambiente e salute, un equilibrio a rischio.

Cambiamento climaticoIl 15 marzo 2019 è stata la giornata del Global Strike for Future, lo sciopero internazionale per sensibilizzare la politica alle tematiche dell’ambiente e del clima.
In Italia, la correlazione tra problemi ambientali e sanità è molto più stretta di quanto pensiamo. A dircelo sono i rapporti ISDE (International Society of Doctors for Environment) che evidenziano come il nostro paese sia tra quelli a più alto rischio.
L’Italia detiene il record di mortalità dovuta all’inquinamento atmosferico, 80-90mila decessi l’anno, e a causa della posizione geografica siamo a rischio di desertificazione e insorgenza di patologie tipiche delle regioni sub-sahariane: “l’incremento in frequenza e intensità̀ delle ondate di calore, associate al progressivo invecchiamento della popolazione, avranno in futuro un significativo impatto sanitario” recita il report.
Le patologie, principalmente cardiovascolari e respiratorie, ma anche del periodo perinatale, metaboliche e cronico-degenerative, sono correlate agli inquinanti atmosferici – evidenzia il position paper – le cui concentrazioni sono strettamente dipendenti dall’utilizzo di combustibili fossili usati per la climatizzazione degli edifici (per esempio ossidi di azoto e carbonio) e dalla formazione di inquinanti secondari (soprattutto particolato secondario e ozono) prodotti dal traffico motorizzato.

Sul sito www.isde.it è possibile leggere l’intero documento che evidenzia i rischi per la nostra salute causati dai cambiamenti climatici e di come questi cambiamenti climatici siano causati proprio da noi.

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